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Informazioni dal mondo sindacaleIMMIGRAZIONE

Rosella Giangrazi Segretario

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IL FENOMENO: IMMIGRAZIONE.

L’immigrazione e’ un fenomeno di dimensioni planetarie, ma oggi come in passato e’ un fenomeno fisiologico e traumatico.
Fisiologico perche’ sono la naturale conseguenza di evoluzioni culturali, economiche, sociali. Traumatico perche’ e’ accompagnato da difficolta’ e disagi, sacrifici e sofferenze.
In Italia, l’immigrazione piu’ traumatica arriva dalle nostre coste che sono il teatro della rappresentazione quotidiana delle illusioni, delle speranze, del disagio, di tanti uomini, donne e bambini.
Dalle rive del mediterraneo si affacciano alle porte dell’Europa,dopo lunghe e pericolose navigazioni, nella speranza di accedere così a migliori condizioni di vita, e di lavoro.
Il numero delle persone che arrivano è in continuo aumento, perché sappiamo che il flusso migratorio si autoalimenta.
Queste persone una volta arrivate, richiamano amici e parenti dai paesi di origine, offrendo loro informazioni, risorse per agevolare il trasferimento, l’assistenza e la ricerca di una casa e di un lavoro.

Questa espansione, nel nostro paese produce non poche resistenze e diffidenze nei cittadini. Fobie e pregiudizi fondati su elementi demagogici di contrapposizione tra civiltà diverse. Questi pregiudizi difficili da rimuovere creano numerose difficoltà di integrazione.
Nel mondo sappiamo che aumenta la povertà , il divario, tra i paesi ricchi e i paesi poveri sta crescendo. Viviamo in un mondo, dove il 20% è più ricco e consuma la fetta più alta della ricchezza e la metà dell’energia prodotta nel pianeta.
Questo mondo è inuguale, e quindi un Mondo dove la convivenza sociale è sempre più precaria. All’interno dei paesi poveri c’è poi una forte distanza tra i cittadini, alcuni molto ricchi e con la stragrande maggioranza di essi poverissimi.

Sappiamo che dei sei miliardi e mezzo di abitanti del pianeta, solo 960 milioni risiedono nei paesi a sviluppo avanzato. Se dovessimo dividere la ricchezza prodotta nel mondo, ad ogni abitante del pianeta dovrebbe andare l’equivalente di 9250 dollari l’anno.
Sappiamo purtroppo che non e’ così ci sono invece 1 miliardo e 400 milioni di persone che vivono con meno di 2 dollari al giorno e 192milioni non hanno il lavoro.
Penso che questi dati ci aiutano a capire le ragioni e i motivi, perché nel mondo vi siano 191 milioni di immigrati e molti irregolari e clandestini.

Credo sia evidente a tutti che sono queste differenze di ricchezza a spostare le persone da un paese povero a un paese ricco. Noi come italiani dobbiamo anche riflettere su un dato che ci riguarda da vicino come popolo di emigranti. I dati ci dicono che all’estero vivono più di 3 milioni di cittadini italiani e ci sono 60 milioni di oriundi.
E’ del tutto evidente da questi dati che l’Italia e’ stata un’area di esodo fino agli anni 50-60. Oggi viviamo un momento di forti strumentalizzazioni, di grossa confusione e mancanza di informazioni precise sul fenomeno. E questo porta la gente a vivere questa situazione con atteggiamenti conflittuali nei confronti dell’immigrato. I fenomeni di criminalità anche efferata, hanno creato un clima che potrebbe portare a fenomeni di odio e razzismo. Bisogna isolare le mele marce, espellere i criminali e riportare al centro del dibattito il dato economico, che ci dice che è ormai indispensabile per l’economia del nostro paese l’apporto della manodopera degli immigrati. In Italia sappiamo che la popolazione degli immigrati è molto giovane, mentre quella italiana sta sempre di più invecchiando.

Ci sono nel nostro paese meno giovani e meno nascite e l’apporto di queste persone è vitale per la crescita del paese. Crediamo ci sia bisogno di attrezzarsi per convivere con il popolo degli stranieri, prima di tutto facendoli diventare visibili. Perché sappiamo tutti che vi sono moltissimi settori dove la manodopera è ormai quasi esclusivamente straniera, cuochi, infermieri, pulizie, braccianti agricoli, ecc. Professioni qualificate in cui la domanda di lavoro è soddisfatta solo in parte, e nella maggioranza in nero. Noi sappiamo che legalizzare i lavoratori irregolari e quindi clandestini, permetterebbe di far pagare i contributi ai datori di lavoro e le tasse alle imprese. Avere un maggior controllo, fare emergere il lavoro nero e garantire la sicurezza dei cittadini italiani. Il fenomeno è diventato ormai strutturale, l’immigrazione coinvolge il processo economico sociale e l’intera economia, del nostro paese.

C’è quindi la necessità di considerare gli immigrati come nuovi cittadini per aiutare l’integrazione e per far emergere una risorsa sociale importante che deve essere valorizzata ed incentivata. Tutto questo insieme al riconoscimento del diritto di voto e l’accelerazione del riconoscimento della cittadinanza, sarebbero passi importanti per promuovere e agevolare il processo d’integrazione. .


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