STATALI: SINDACATI, BASTA ALLARMI, NON C'E' ASSENTEISMO
(ANSA) ROMA, 4 giu - Il grido d'allarme sull'assenteismo nel pubblico impiego e' ingiustificato, il fenomeno e' molto complesso e i dati che lo riguardano vanno studiati con una lente precisa e imparziale, con un occhio attento alle cause. A buttare acqua sul fuoco sull'aumento delle assenze nel settore pubblico sono i sindacati di categoria, replicando cosi' ai dati del rapporto della Ragioneria dello Stato targato 2003. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, i numeri forniti dalla Ragioneria vanno depurati dalle ferie, in linea con il settore privato, dalle assenze per maternita', e dagli altri congedi previsti per legge. ''L'allarme non mi risulta - commenta Carlo Podda, segretario generale della Fp-Cgil - lo trovo strumentale nei confronti del settore pubblico''. Una media di 51 giorni l'anno per dipendente, per un totale di 172 milioni di giorni 'persi' all'anno nel 2003, oltre cinque milioni in piu' rispetto all'anno precedente: e' questa secondo la Ragioneria dello Stato, la fotografia del calendario assenze nella pubblica amministrazione. La 'maglia nera' spetta alle donne che, tra ferie e malattie, hanno totalizzato 101 milioni di giorni d'assenza. Tra le categorie meno ligie al dovere si contano la scuola e il ministero per l'Istruzione. ''Se depuriamo i dati dalle ferie e dalle assenze per maternita', il fenomeno non esiste'', rincara Antonio Foccillo, segretario confederale della Uil. ''Chi conta le ferie nel numero di ore non lavorate - aggiunge Nino Sorgi, segretario confederale della Cisl - sbaglia''. Secondo Podda le molte ore di lavoro 'perse' probabilmente sono da collegare all'alto tasso di conflittualita' per il mancato rinnovo dei contratti e all'azione di contrasto nei confronti della riforma Moratti: ''il che - aggiunge il sindacalista - spiegherebbe anche che la categoria meno presente al lavoro e' stata quella della scuola''. Tirando le somme, secondo i sindacati, l'assenteismo non preoccupa. In ogni caso, anche ammesso che il fenomeno esista, la pubblica amministrazione - spiegano - ha in mano le armi per combatterlo e per studiarne le cause, mobbing e stress in testa. ''Gia' dal primo giorno di malattia - ricorda Foccillo - si puo' mandare una visita fiscale, e in alcuni casi sono anche previste delle penalizzazioni economiche''. Per Sorgi, ''prima bisogna leggere i dati, ma qualora si riscontrasse il problema, l'unica soluzione sarebbe quella di sedersi attorno a un tavolo con rappresentanti politici e delle aziende. E cosi' trovare i rimedi piu' adatti''. (ANSA)