ANNULLAMENTO CIRCOLARE SUL MOBBING
(AGI) - Roma, 26 set. - Il TAR del Lazio ha annullato, con una sua recente sentenza la circolare con la quale l'INAIL disciplinava il riconoscimento delle malattie psichiche e psicosomatiche derivanti da disfunzioni dell'organizzazione del lavoro; disciplinava in sostanza il riconoscimento di queste patologie derivanti da "mobbing". L'assunto dell'Istituto, coerente con l'evoluzione dei processi produttivi, e' che la nozione di "causa lavorativa" di una malattia professionale comprende la nocivita' non solo delle lavorazioni effettuate in azienda ma anche quella riconducibile all'organizzazione aziendale delle attivita' lavorative. I disturbi psichici possono quindi essere considerati di origine professionale solo se sono causati da specifiche condizioni incongruenti dell'attivita' e dell'organizzazione del lavoro, che nella circolare sono chiamate di "costrittivita' organizzativa". A titolo puramente esemplificativo, rientrano in questa ipotesi lo svuotamento delle mansioni, la mancata attribuzione di compiti o di strumenti lavorativi, ripetuti trasferimenti ingiustificati, la prolungata attribuzione di compiti dequalificanti o eccessivi, l'impedimento sistematico dell'accesso a notizie o fonti di informazione, l'esercizio esasperato od eccessivo di forme di controllo. Poste queste premesse, la circolare impugnata dettava regole procedurali per l'esame delle domande di riconoscimento di malattia professionale derivante da mobbing. Ora il TAR del Lazio ha contestato all'INAIL di aver ecceduto i limiti della sua discrezionalita', in una materia che e' riserva di legge. Allo stato attuale, benche' siano stati presentati 12 progetti di legge e benche' l'11° Commissione del Senato abbia predisposto un testo unificato, la materia non ha ancora una sua disciplina legislativa. (AGI)