Salute e sicurezza sul lavoro

Responsabile Agostino Calcagno
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Il settore si occupa di tutte le norme ed i problemi relativi alla salute e alla sicurezza dei lavoratori sul posto di lavoro

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Vertenza sicurezza: le proposte della Uil.

La relazione di Pierpaolo Bombardieri al convegno organizzato dalla Uil di Roma e del Lazio

Troppo spesso anche di recente abbiamo letto sui giornali di incidenti anche mortali sui luoghi di lavoro.

Gli infortuni in molti casi vengono considerati solo un numero da inserire nelle tabelle statistiche, senza considerare che gli incidenti sono prima di tutto un dramma per le famiglie che ne rimangono coinvolte per la creazione di un lutto insanabile e per il venir meno delle condizioni di crescita della famiglia stessa non solo dal punto di vista economico.

La salute e la sicurezza sono considerati elementi essenziali della qualità del lavoro.

Anche la produttività di un’azienda, cosa di cui tanto si parla oggi, è indissolubilmente legata al benessere dei suoi lavoratori, alla salute , al rispetto delle diverse individualità e alla sicurezza.

In un mondo del lavoro in continua  evoluzione noi ricordiamo che all’art.31 della carta dei diritti fondamentali si proclama che ogni lavoratore ha diritto a condizioni di lavoro che rispettino la sua salute, la sua sicurezza e la sua dignità.

Le trasformazioni della società coinvolgono il  nostro mondo del lavoro e quindi oggi registriamo una più ampia partecipazione delle donne al lavoro, un invecchiamento della popolazione attiva europea e una contemporanea riduzione della fascia dei lavoratori più giovani.

In termini di incidenti questo  comporta che  i lavoratori più anziani subiscono gli infortuni più gravi mentre per i più giovani registriamo un maggiore numero di incidenti sul lavoro.Registriamo inoltre una diversificazione crescente delle forme di occupazione con una espansione dei rapporti di lavoro temporanei.

Con una crescita preoccupante verso il lavoro illegale e i lavoratori irregolari italiani o immigrati che siano.L’anzianità e la tipologia contrattuale hanno una correlazione negativa con la salute sul luogo di lavoro.

Le persone con meno di due anni di anzianità hanno maggiori incidenti sul lavoro e, per le occupazioni temporanee, questo effetto è particolarmente avvertito in settori come quello dell’edilizia, nei servizi della sanità e in quelli sociali.

Non dimentichiamo inoltre che le modalità più flessibili di organizzazione dell’orario di lavoro

hanno un’incidenza profonda sui problemi legati alla salute con un aumento vertiginoso di malattie considerate emergenti come lo stress, la depressione , l’ansia e le intimidazioni.

In alcuni casi, esperti del settore ci spiegano quasi quotidianamente che si registra una tendenziale diminuzione degli infortuni sul lavoro e che quindi gli aspetti non sono così drammatici come noi sosteniamo.Noi non siamo di questo avviso !

Quali le cause ?

Noi abbiamo provato ad identificarle in via prioritaria fra:

  • La mancata osservanza delle norme di sicurezza sui posti lavoro.
  • I mutamenti strutturali che interessano il mondo del lavoro, quali le nuove forme di organizzazione del lavoro, la flessibilità, il precariato, il lavoro nero e il sommerso, i processi di esternalizzazione, la carenza di specifica formazione professionale.
  • La scarsa cultura della legalità
  • L’insufficienza delle risorse e del personale per la prevenzione.
  • Una cultura d’impresa poco sensibile al tema della sicurezza e della salute.
  • La UIL di Roma  e del Lazio ha sempre sottolineato nei confronti delle Istituzioni la necessità di attivare momenti di confronto costruttivi, concreti e utili per il raggiungimento di risultati significativi.

Sulla prevenzione e sulla sicurezza oggi riteniamo si debba ripartire con nuovo vigore.superando una prassi che riguarda la lettura delle delibere, per riuscire, insieme ai vari attori, nello spirito che vide la nascita della legge sulla sicurezza ad aumentare i livelli di prevenzione e protezione.

Gli incidenti, anche mortali, degli ultimi giorni hanno richiamato l’attenzione generale sul tema della prevenzione e della sicurezza.

Vorremmo con l’iniziativa di oggi richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica, delle istituzioni , dei nostri quadri sui temi della prevenzione e della sicurezza e consegnare al dibattito alcune nostre proposte speriamo utili per il futuro.

Vorremmo parlare di prevenzione e sicurezza tracciando un percorso che ci permetta di farlo in modo costante e con risultati importanti, costantemente, senza aspettare il prossimo incidente o la prossima vittima.

Su tutti i testi che si occupano di sicurezza si ricorda che lo spirito con il quale vide la luce la 626 era ed è quello della partecipazione.

L’elaborazione  di linee politiche e di azione sulla prevenzione e sulla sicurezza non può prescindere dal coinvolgimento delle parti sociali.Negli ultimi periodi questa impostazione è stata trascurata.

Lo strumento che identifichiamo come utile per riavviare importanti iniziative sul fronte della prevenzione e della sicurezza è quello della definizione di una politica organica e concertata a livello territoriale

Questo, che noi della UIL consideriamo come una scelta di fondo, può permettere il rafforzamento della cultura della prevenzione attraverso un coinvolgimento più operativo dei soggetti che intervengono su questi temi.

Strutturare questa collaborazione e renderla concretamente operativa può portare alla riduzione del numero degli infortuni e delle malattie professionali.

Nel titolo di questa giornata di lavoro abbiamo parlato di proposte, alcune potrebbero diventare immediatamente operative, altre le consegniamo alla discussione per un approfondimento e per capire attraverso il dibattito e il confronto con i nostri ospiti, quali sono praticabili con modifiche e miglioramenti.

Il punto di partenza riguarda la scelta di fondo.

Noi oggi proponiamo alla Regione di avviare sulla prevenzione e sulla sicurezza un nuovo metodo di confronto nel quale il modello di partecipazione fondato sulla trilateralità ( Regione ed Enti Pubblici- OO. SS – Datori di Lavoro) sia assunto come regola generale, utilizzando quindi un modus operandi simile a quello comunitario a cui spesso ci si richiama.

Proponiamo che la Regione Lazio, superando le eventuali logiche di schieramento, diventi l’asse portante, attraverso accordi trilaterali, per la costruzione di strumenti per integrare, potenziare e razionalizzare il raccordo fra enti e istituzioni di ricerca, Organizzazioni Sindacali e Datori  di lavoro, per favorire attività di informazione e formazione in favore delle piccole e medie impresequesto ci permetterebbe di raggiungere anche le imprese più piccole,dove registriamo anche  un turn over annuale molto elevato

La Regione deve promuovere la messa a punto di progetti di sviluppo per la diffusione della prevenzione coinvolgendo e raccordandosi con l’esperienza della bilateralità. costituiti attraverso accordi interconfederali, devono trovare più spazio e  maggiore ascolto anche nelle scelte strategiche che le istituzioni fanno quotidianamente sulla materia.

La stabilizzazione e il rafforzamento dei RLST deve diventare elemento imprescindibile non solo nell’azione delle parti sociali ma anche in quello delle istituzioni

Andranno individuate forme di pressione nei confronti delle controparti che rallentano questo processo.

Nel nostro territorio i nostri delegati sulla sicurezza e i nostri rls sui posti di lavoro e sul territorio ci segnalano e denunciano costantemente:

  • che non c’è coordinamento degli interventi,
  • che non sono identificate priorità di intervento,
  • che non c’è collaborazione fra Enti Pubblici presenti sul territorio,
  • che le istituzioni e gli enti pubblici nemmeno si parlano per tutto ciò che riguarda attività formative, informative e di consulenza. Cosa drammatica per piccole e micro imprese.

Ai nostri ospiti chiediamo di trovare insieme modi e strumenti per intervenire su questi punti per identificare nuove soluzioni.

Intanto noi proponiamo di applicare la legge.

Proponiamo l’applicazione dell’art. 27  attraverso la costituzione dei Comitato di Coordinamento regionale.

In particolare chiediamo alla Regione di superare gli atti di indirizzo, che prevedevano fuori da questi Comitati sia le OO.SS sia le Associazioni datoriali,e di provvedere alla strutturazione di una sede permanente e certa di confronto fra tutti gli attori protagonisti di interventi sulla prevenzione e sulla sicurezza

Il  Comitato Regionale di Coordinamento, se così costituito con queste modalità, può diventare propulsore di atti di indirizzo per la politica ed i programmi regionali in armonia con le strategie comunitarie, per il raccordo fra le rilevazioni statistiche, per la definizione delle priorità di intervento, di vigilanza e di semplificazione amministrative oltre che per le politiche di sostegno e gli incentivi su azioni positive.

Noi riteniamo di fondamentale importanza che su alcuni punti si riesca a far ripartire la macchina della prevenzione che ci pare al momento quanto meno rallentata.

Abbiamo la presunzione di immaginare una sede permanente che si possa occupare :

  • Della creazione o del raccordo fra sistemi informatici, in grado di raccogliere tutte le informazioni disponibili, su rischi e i danni da lavoro integrando le varie banche dati dei diversi soggetti operanti sul territorio del Lazio.
  • Di elaborare mappe di rischio utili, per una serie di indagini mirate, utili anche per la eventuale realizzazione di un OSSERVATORIO REGIONALE, che a differenza di quelli esistenti si caratterizzi come strumento di analisi per monitorare la situazione degli infortuni, e delle malattie professionali ,e per orientare efficacemente l’attività di prevenzione.
  • Di avviare in collaborazione con le scuole ,una serie di attività informative e formative ,per contribuire alla crescita culturale in tema di sicurezza , avviando percorsi di sensibilizzazione e di educazione alla salute e alla sicurezza, in ambito scolastico e in tutti i casi che riguardano l’ingresso nel mondo del lavoro.
  • Di promuovere sulla base delle indicazioni delle parti sociali percorsi di formazione continua e di approfondimento ,rivolti a rls, ai lavoratori, rlst, alle imprese, ai rspp
  • Del lavoro sommerso e del rapporto causa-effetto con gli infortuni.

Quando parliamo di coordinamento necessario fra i vari soggetti sul territorio non possiamo non introdurre la discussione sulla proposta di legge per l’istituzione dell’ARPIS, che oggi è argomento del nostro dibattito.

La modifica del titolo V è oggi sottoposta ad emendamenti e comportamenti che sicuramente fanno rimpiangere amaramente i nostri padri costituenti.La nuova ripartizione delle competenze, contenute nell’articolo 117, approvato dalla Camera nella giornata del 28 settembre, ci dice che lo Stato ha potestà esclusiva nelle materie di prevenzione e sicurezza del lavoro.

La legislazione concorrente può essere esercitata sulla tutela del lavoro.

Sull’assistenza e sull’organizzazione sanitaria spetta alle regioni la potestà esclusiva.

In questo quadro chiediamo ai nostri ospiti di aiutarci a capire come e in che modo la Regione potrà intervenire con atti legislativi o regolamentari in un quadro di riordino e armonizzazione della normativa esistente in materia di organizzazione ed esercizio delle funzioni di prevenzione.

La proposta di legge sull’istituzione dell’Agenzia Regionale pone al centro della discussione quali sono i poteri legislativi riconosciuti alla regione e in che modo si possa pensare all’unicità delle attività di controllo e di vigilanza.

Qual è il ruolo dello Stato e delle Regioni nella definizione della politica, dei programmi  e delle priorità in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro?

Noi riteniamo che allo Stato possa essere assegnata la potestà esclusiva sul recepimento delle direttive comunitarie e la determinazione delle norme generali sui diritti e sugli obblighi riguardanti salute e sicurezza sul lavoro.

La Regione, dovrebbe esercitare la gestione amministrativa per il coordinamento delle attività di presenzio nella tutela, della salute e della sicurezza sul lavoro, l’istituzione e la gestione delle banche dati sui rischi di lavoro  a livello regionale, gli incentivi e i finanziamenti per interventi prevenzionali negli ambienti  di lavoro.

Nel merito della proposta, poiché non ci vogliamo sottrarre al dibattito, riteniamo innanzitutto che l’Agenzia debba caratterizzarsi per una maggiore autonomia dall’esecutivo.

L’agenzia non è autonoma sotto il profilo della gestione e sembra sottoposta al controllo politico per esempio quando si parla di approvazione dei programmi.

Riteniamo inoltre che la Regione debba essere maggiormente impegnata nella definizione degli accordi fra le parti ,e debba svolgere un ruolo più attivo accanto all’ Agenzia.

In questo periodo si discute il documento di programmazione regionale e fra poco il bilancio per il 2005, sul tema della prevenzione e della sicurezza chiediamo una maggiore attenzione e un finanziamento aggiuntivo che sia anche utile per l’eventuale costituzione della nuova Agenzia.

E’ ormai assolutamente necessario prevedere un potenziamento delle funzioni ispettive, identificando un solo interlocutore per la verifica e il controllo.

E’ ormai una esigenza acclarata quella di una riorganizzazione e di un potenziamento delle funzioni di vigilanza in materia di salute e sicurezza nell’ambito istituzionale regionale.

Bisogna eliminare ogni possibile situazione di conflitto fra i compiti e le competenze delle diverse asl,garantendo il pieno ed uniforme esercizio dei servizi di prevenzione .

Deve infine essere prevista una maggiore e più decisa partecipazione diretta delle OO.SS alla vita dell’Agenzia.

Intanto vogliamo però riaffermare la necessità di rafforzare il ruolo degli organismi paritetici,affidando loro non solo l’indirizzo e il controllo delle attività formative ma un ruolo di supporto ai RLS per una migliore politica di prevenzione

Alla Regione chiediamo inoltre di trovare insieme strumenti per diffondere e rafforzare il ruolo dei RLST, in quanto rappresentano l’unica possibilità di tutela e di prevenzione dei lavoratori in quei settori caratterizzati da lavoro diffuso e piccolissime imprese.

Recentemente l’Agenzia Europea ha pubblicato una relazione nella quale si sostiene la necessità di inserire i temi della salute e della sicurezza nell’istruzione scolastica e universitaria al fine di ridurre l’elevata incidenza degli infortuni e delle malattie legate al lavoro in molti settori.

E’ un dato acclarato che nei Paesi industrializzati gli adolescenti entrano nel mercato del lavoro con una conoscenza inadeguata dei rischi e una formazione assolutamente insufficiente per quanto riguarda la prevenzione.

Crediamo che cominciare a pensare ad un percorso formativo e informativo che coinvolga attraverso la Regione le scuole primarie, gli istituti superiori e le università, possa essere una di quelle buone prassi utili per migliorare la sicurezza e la salute degli ambienti di lavoro.

Le varie proposte e le idee che oggi sottoponiamo all’attenzione del dibattito crediamo possano contribuire alla creazione di un PIANO REGIONALE PER  LA SICUREZZA  che sia ovviamente dotato di adeguate risorse finanziarie

Nel piano poi si potrebbero prevedere:

  • coordinamento stretto fra le diverse amministrazioni, che hanno competenza in materia per integrare e razionalizzare, le attività di informazione ed assistenza ai soggetti interessati.
  • Condivisione in rete delle informazioni disponibili.
  • Momenti periodici di informazione e monitoraggio sull’andamento degli infortuni
  • Linee guida e modalità per la loro applicazione
  • Indirizzi per omogeneizzare, l’attività dei diversi enti pubblici.
  • La predisposizione annuale di  un rapporto sull’andamento dei fenomeni infortunistici e degli interventi realizzati.

Noi lo ripetiamo, crediamo che una delle migliori fra le buone prassi sia quella del confronto costante  e permanente fra i vari soggetti che operano sulla prevenzione e sulla sicurezza.Accordi in questo senso sono stati fatti in Liguria, in Emilia, in Toscana ed in Sardegna.

Speriamo che il Lazio possa diventare il prossimo esempio positivo.

Confidiamo sul fatto che su un tema come la salute e la prevenzione non ci siano ostacoli derivanti dal prossimo periodo elettorale.

Crediamo che questo possa rappresentare uno strumento privilegiato per favorire il progresso con l’applicazione della legislazione esistente in modo efficace, affrontando l’insieme delle questioni legate alla promozione del benessere sul luogo di lavoro affrontando al tempo stesso i rischi e i problemi dei settori specifici di attività.

Impegniamoci perché non si la battaglia di un giorno e perché il prossimo incidente non ci si

 

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