Settore Politiche Abitative

E’ la casa la spesa più incisiva per le famiglie del Lazio. Con una media di 855 euro mensili, nettamente superiore al resto del Paese (700 euro mensili), il canone del mutuo o dell’affitto rappresenta, per i cittadini della regione, la voce che più incide sul bilancio famigliare. Costo che negli ultimi 5 anni ha subito un incremento del 4,1% (circa 100 euro in termini assoluti).

Seguono poi le spese per i beni alimentari (19%), circa 480 euro al mese, quelle per i figli (studio, sport), la salute, i servizi per la casa e i combustibili.

 Questo quanto emergeda uno studio della Uil Lazio che, in collaborazione con Eures, ha analizzato economia, redditi, bisogni e rinunce delle famiglie del Lazio. Studio che evidenzia un netto peggioramento nell’ultimo triennio della qualità di vita di tutti i nuclei famigliari. Con punte di drammaticità nel caso di famiglie con un componente in cassa integrazione o disoccupato e in quelle monoparentali con figli.

 Dall’analisi emerge che la crisi attuale ha portato le famiglie non solo a modificare le proprie abitudini di vita, ma ad indebitarsi di più e a rinunciare a servizi di primaria importanza, come le cure mediche e soprattutto odontoiatriche. Il tasso di indebitamento nel Lazio ammonta circa al 74%, contro una media nazionale del 63,7%, e raggiunge il 77% nella sola Capitale e provincia. E’ sempre la casa il motivo principale dell’indebitamento famigliare. I finanziamenti per l’abitazione, infatti, hanno un’incidenza del 67% sul budget medio delle famiglie e raggiungono il 70% nella sola Capitale. E sono sempre più numerosi i cittadini che chiedono aiuto economico a parenti e amici (7,4%). Da ciò deriva una progressiva rinuncia alle vacanze (22,1%), alla manutenzione di impianti ed elettrodomestici per l’abitazione (22,2%), alle cure odontoiatriche necessarie (21,5), alle cure mediche (12%), al ristorante (53,2%), agli spostamenti in macchina o scooter (48,6%), al rinnovo dell’assicurazione per l’auto o la moto (9,7%).

Dati allarmanti – commenta il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, Pierpaolo Bombardieri – che confermano purtroppo la gravità di questa crisi e la precarietà invece di un sistema istituzionale che non riesce a far fronte ai bisogni e alle esigenze primarie. Lavoro, sanità, pensioni, infanzia rimangono spesso parole vuote prive di contenuto. Senza sociale non ci può essere produttività ed economia. Investire nel welfare significa ridare speranza ai cittadini e rimettere in circolo un’economia oramai allo sbando. E’ su questo che soprattutto il Campidoglio dovrebbe puntare, piuttosto che su avvenimenti di facciata. Attraverso un lavoro di sinergia e cooperazione che coinvolga tutti. La Capitale, con oltre 200 mila disoccupati, tasse più alte d’Italia e un numero elevatissimo di imprese fallite nell’ultimo anno, ha raggiunto oramai livelli di vita inaccettabili. E’ davvero triste che sia soltanto il Papa a menzionare la disoccupazione giovanile, la solitudine e il bisogno di cure degli anziani come mali del mondo presente, mentre il sindaco della Capitale tace. Non agisce. O minaccia di ritirarsi”.

 Dallo studio emerge infatti che a Roma circa la metà degli abitanti (49,3%) a rischio povertà, la classe media si è fortemente assottigliata, passando dal 55,2% nel 2010 al 47% nel 2012 e persino la cosiddetta fascia benestante ha subito una restrizione, dal 7,8% al 3%.

 Non sono soltanto le spese ad essere ridotte o annullate per via della crisi, ma anche i progetti di vita. Infatti il 40% dei cittadini laziali intervistati per questo studio ha dichiarato di trovarsi nell’impossibilità di mettere da parte i soldi per il proprio futuro, il 15,1% ha rinunciato ad acquistare casa, il 10,6% non ha la possibilità di lasciare la casa dei genitori, il 7% ha rinunciato a sposarsi o convivere, il 6,6% ad avere dei figli. Il 5,9% ha rinunciato ad andare in pensione e il 5% a iscriversi all’università.

Info politiche abitative

Responsabile Paolo Dominici
tel. 06.481661 - fax 06.4827250

p.dominici@uillazio.it

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